Impresa Donna

Imprese femminili, ecco il decreto che sostiene avvio e promozione

In campo contributi a fondo perduto che coprono dal 50 all'80% gli investimenti, e fino al 90% per donne disoccupate che avviano un’attività.

December 20, 2021
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Imprese femminili, è stato ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che apre il nuovo Fondo per la promozione e il sostegno all’avvio

L’iniziativa, che rientra nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, intende assegnare contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti realizzati nel 2021 e nel 2022 da imprese - già avviate o di nuovo avvio – con titolari donne, o a società a prevalente conduzione femminile. 


Prevista una dotazione iniziale di 40 milioni di euro ripartiti nei due anni, a cui si aggiungeranno altri 400 milioni proprio dal Pnrr. L’obiettivo è aumentare di almeno 4 punti percentuali l’occupazione femminile.  


Al momento non è ancora aperta la procedura per fare domanda (che si presenterà in via telematica tramite il portale Invitalia), perché si attende un successivo decreto ministeriale con le indicazioni operative.  


In attesa di novità, vediamo i dettagli di questa importante opportunità per le donne che intendono entrare o rinforzare la propria presenza nel mondo dell’impresa. 

 

Fondo Imprese Femminili, a chi è rivolto 


Possono richiedere i contributi a fondo perduto per il sostegno all’imprenditoria femminile le attività a esclusiva o prevalente partecipazione femminile, come:


  • imprese individuali la cui titolare è una donna 
  • lavoratrici autonome titolari di semplice partita Iva, anche senza iscrizione al Registro Imprese 
  • società cooperative e società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60 per cento dei componenti la compagine sociale; 
  • società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne; 

 

Nuove imprese femminili, quanto è possibile ottenere 


Le titolari di attività appena nate (da meno di 12 mesi dall’invio della domanda) o le donne intenzionate ad avviare un’attività sfruttando il contributo del Fondo possono ottenere:


  • 80% di contributo (massimo 50.000 euro) inserendo nella domanda spese ammissibili fino a 100 mila euro. Il contributo sale al 90% se l’interessata è in stato di disoccupazione. 
  • 50% di contributo (senza massimale) inserendo nella domanda spese ammissibili da 100 mila a 250 mila euro. 


Imprese femminili già esistenti, quanto si ottiene 


Per le imprese femminili già esistenti (cioè con più di 12 mesi di attività dalla data di presentazione della domanda), il sostegno cambia in questo modo:

 

  1. le spese ammissibili possono arrivare fino a 400 mila euro 
  2. il contributo è assegnato per il 50% come contributo a fondo perduto e per il restante 50% come finanziamento agevolato (tasso zero, durata 8 anni, rimborso con rate semestrali posticipate rispetto all’ottenimento dell’agevolazione) 


Promozione e consulenza strategica 


È previsto inoltre un contributo di altri 5 mila euro per servizi di consulenza tecnica, ripartiti in questo modo:

 

  • 3 mila euro per attività di assistenza e formazione strategica 
  • 2 mila euro a copertura del 50% di attività di promozione e marketing (minimo 4 mila euro di spesa) 


Un aspetto importante da evidenziare: per realizzare gli investimenti ci sono due anni di tempo dalla conferma di accettazione della richiesta. Quindi sì, è possibile fare domanda “senza impegno”: si parte presentando un piano di investimenti coerenti che si intende realizzare, e lo si avvia soltanto quando si ha la certezza di aver diritto al contributo. 

 


Le spese ammesse 


Le spese che possono essere inserite nel bando devono rientrare in questo elenco:

 

  • impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica coerenti e funzionali all’attività d’impresa e a suo servizio esclusivo 
  • immobilizzazioni immateriali (cioè per esempio le spese in ricerca e sviluppo, brevetti, licenze ecc...) necessarie all’attività 
  • servizi in cloud 
  • spese per il personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda 
  • esigenze di capitale (massimo il 20% delle spese inserite a domanda) per il pagamento di materie prime, materiali di consumo; servizi, spese di noleggio e canoni di leasing, oneri di garanzia. 

 


Tempi e modalità per fare domanda 


Come detto all’inizio di quest’articolo è ancora presto per fare domanda. Il Ministero infatti dovrà emanare nelle prossime settimane un nuovo provvedimento con le istruzioni operative. Di certo l’invio avverrà in modalità telematica tramite il portale di Invitalia, e le domande saranno accolte attraverso una procedura di valutazione dettagliata.


Il nostro consiglio? Cominciare adesso a preparare il proprio progetto di investimento, per arrivare pronti all'apertura della procedura. Naturalmente con il consiglio dei nostri consulenti.



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Foto Freepik

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